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CONSAPEVOLEZZA

  Una piccola definizione di un termine molto inflazionato, ma che ricondotto alle sue reali origini è uno strumento essenziale, non solo nel percorso terapeutico, ma per l'evoluzione di ogni individuo.

 
 

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Un problema non può essere risolto mai restando al suo livello.

Chi ha un problema è convinto di conoscerlo benissimo. E' in grado di descriverlo perfettamente, fino ad arrivare a conoscere le cause.

Sa tutto, ma non è in grado di cambiare nulla. Perché?

Si può essere realmente osservatori di sé stessi? Chi affronta la sofferenza vuol davvero procedere verso la consapevolezza di sè, oppure è semplicemente alla ricerca di spiegazioni?

Infatti si è sempre alla ricerca della spiegazione migliore, della teoria più convincente, del professionista più illuminato...

Ma quando si ha bisogno di questo tipo di verità, si dipende dall'esterno.

Perché esistono così tante morali, fedi, religioni e, nel nostro caso, modelli psicologici?

 

Non so se esistano teorie migliori di altre. 

Ma certamente nessuna spiegazione può realmente essere efficace se non si raggiunge una Visione Globale.

La visione di ciò siamo, e non solo del problema che abbiamo.

La visione intuitiva che avviene attraverso mente, emozioni, e corpo; non il risultato di un ragionamento.

Consapevolezza quindi è comprendere il proprio Essere nella sua interezza, compresi i condizionamenti che lo imprigionano.

Riconoscere quello che è, senza giudicarlo buono o cattivo, senza identificarsi né opporsi, equivale a distinguere la realtà, il presente, dagli anacronistici legami con il passato.

L'essere umano non è una tabula rasa su cui la vita scrive a proprio piacimento.

E' falso ritenere che ogni cosa in noi abbia una causa. Fenomeni complessi non possono ridursi a semplici connessioni di causa-effetto.

 

Nessuno ci chiederebbe perché abbiamo occhi chiari.

Ma il riconoscerlo in noi stessi, il tenerlo incessantemente in mente, ci aiuta a comprendere che quello che vediamo è perennemente filtrato dalla luce chiara dei nostri occhi...

In tal senso, non tutto quello che esprimiamo deriva da quello che siamo.

Confondiamo spesso il nostro modo di essere con nostri condizionamenti, le nostre difese, le nostra corazza.

Dicendolo in altro modo: ci relazioniamo al mondo utilizzando, inconsapevolmente, strumenti che, se in un luogo ed in tempo diverso avevano un senso, ora non lo hanno più.

Reagiamo con rabbia e sfida di fronte ad ostacoli insormontabili, oppure con depressione di fronte a quelli sormontabili...

 

Consapevolezza quindi è uno strumento. E' lo scalpello che, senza sosta, ci aiuta a "scolpire la tua propria statua interiore"(Plotino)